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Strategia · ottobre 2026

I 16,8 miliardi di Anthropic: come leggere un dato non certificato

Tra luglio e settembre Anthropic ha incassato 16,8 miliardi di dollari, il 45 per cento in più rispetto agli 11,5 del trimestre precedente.

Lo ha riferito Reuters il 14 ottobre, citando un investitore presente a un incontro riservato in vista della quotazione in Borsa.

Nelle stesse ore i titoli tecnologici legati all'intelligenza artificiale sono finiti sotto una pioggia di vendite.

Quanto vale davvero quel numero, una volta letto con gli strumenti di un analista?

Le cautele

Il dato non è certificato, perché Anthropic resta una società privata e il prospetto definitivo non è ancora pubblico. La cifra, inoltre, proviene da una sola fonte non verificabile.

Conta poi il metodo di calcolo: Anthropic iscrive a ricavo l'intero importo delle vendite che passano dai negozi digitali di Amazon, Google e Microsoft, e registra la quota delle piattaforme come costo commerciale. OpenAI, al contrario, contabilizza soltanto la parte che le spetta.

Secondo i documenti di quotazione esaminati da Reuters, nel 2025 quei canali valevano il 47 per cento dei ricavi di Anthropic.

La differenza pesa anche sui mercati, perché la confusione sui criteri, rivelata da Bloomberg il 9 ottobre, aveva già fatto perdere l'1,4 per cento al Nasdaq 100.

Anche l'analisi dell'utile richiede cautela: il Financial Times riferisce un risultato operativo positivo per il secondo trimestre consecutivo, al netto però dei compensi in azioni ai dipendenti. Il margine lordo supera l'80 per cento soltanto prima di pagare i partner e di addestrare i modelli.

Nel 2025, secondo la bozza del prospetto citata da Reuters, la società aveva perso 8,1 miliardi su 4,6 di ricavi.

Restano poi impegni pesanti, come gli 1,25 miliardi al mese (!!) dovuti a SpaceX per la capacità di calcolo fino al maggio 2029.

La valutazione di 2.000 miliardi attribuita dagli investitori al debutto equivale (secondo un calcolo sicuramente perfettibile) a circa trenta volte i ricavi del trimestre proiettati sull'anno.

Detto questo, la crescita è reale, e il passaggio dalle proiezioni annualizzate ai trimestri chiusi rappresenta un progresso di trasparenza che il settore attendeva.

I miei consigli

I miei consigli sono di filtrare ogni annuncio separando ricavi lordi e netti, utile rettificato e utile di bilancio, e di attendere il prospetto pubblico, l'unico sottoposto a revisione.

A chi adotta questi strumenti in azienda suggerisco di trattare il fornitore per ciò che è oggi, un'impresa in fortissima crescita che dipende dai capitali e dalle infrastrutture dei suoi stessi concorrenti, fissando nei contratti prezzi, portabilità dei dati e alternative.

È, per quanto enorme possa essere la sua valutazione, pur sempre una startup, con i rischi che ne derivano.

«Il prezzo è quello che paghi, il valore è quello che ottieni.» (Warren Buffett, lettera agli azionisti di Berkshire Hathaway, 2008).