Strategia · novembre 2026
Antonelli campione a vent'anni: la fiducia che accorcia la gavetta
Oggi non si parla di tecnologia, ma di Andrea Kimi Antonelli. È diventato campione del mondo di Formula 1 ieri, domenica 1° novembre, a Città del Messico.
Gli è bastato un terzo posto epico, dietro Max Verstappen e Lewis Hamilton (insieme fanno 11 campionati del mondo!), con quattro gare d'anticipo.
Ha vent'anni e sessantotto giorni, e nessuno ci era mai riuscito così giovane: il primato di Sebastian Vettel, campione nel 2010 a ventitré anni, cade di oltre tre anni.
L'ultimo italiano iridato era stato Alberto Ascari, nel 1953 (quando la Formula 1 disputava appena la sua quarta stagione).
Nella vostra organizzazione, a quale ventenne affidereste oggi una responsabilità di primo piano?
La storia
Nato a Bologna nel 2006, figlio di Marco, pilota e titolare di una squadra corse, Antonelli è entrato a dodici anni nel vivaio di Mercedes-AMG PETRONAS Formula One Team, scelto da Toto Wolff.
Ha bruciato le tappe in senso letterale: dalla Formula Regional è passato direttamente alla Formula 2, saltando la Formula 3, e nel 2025 ha preso il non facile posto di Hamilton in Mercedes.
La patente l'aveva presa due mesi prima del debutto in Australia, e nello stesso anno ha sostenuto anche l'esame di maturità.
Il 2025 è stato l'anno dell'apprendistato, con il primo podio in Canada e il settimo posto finale. Il 2026 quello della piena maturità: prima vittoria e prima pole in Cina, il comando del mondiale in Giappone, il successo a Monza partendo diciannovesimo, di cui ho già scritto.
In Messico è arrivato dopo una febbre alta che giovedì 29 ottobre lo aveva costretto a letto, e alla vigilia ha raccontato di volersi aiutare con la melatonina per dormire dieci ore.
Porta il numero 12 in omaggio ad Ayrton Senna, il suo idolo, e prima delle gare gioca a briscola con il padre, per scaramanzia.
Guardare questo ragazzo, con un velo di lacrime, mi spinge a pensare che il talento immenso, da solo, non spieghi tutto di questa storia, perché accanto al pilota c'è chi ha deciso di scommettere su di lui, chi lo ha seguito, chi lo supporta e chi lo ha cresciuto.
Nel 2024 Mercedes ha scelto di sostituire il pilota con più vittorie nella storia della Formula 1 con un diciottenne senza esperienza, e nel 2025 ha accettato un anno di errori pagato in punti.
Il dibattito italiano sui giovani parla spesso di attese, di gavetta, di turni da rispettare. La parabola di Antonelli mostra che la gavetta può accorciarsi quando chi investe offre insieme fiducia, struttura, lungimiranza e tolleranza dell'errore.
I miei consigli
I miei consigli sono, per chi guida un'azienda o una scuola, di riconoscere presto i talenti e di affidare loro responsabilità vere prima di quando sembri prudente, con un mentore accanto e un margine d'errore dichiarato.
Altra possibilità è giocare sul reverse mentoring, perché la prudenza ha un costo che non compare nel bilancio: il rischio di perdere il ventenne rampante che non trova spazio e va a crescere altrove.
«Non è che abbiamo poco tempo, è che ne perdiamo molto.» (Seneca, De brevitate vitae).