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Formazione · settembre 2026

Antonelli a Monza: centocinquanta partenze al simulatore e la pratica deliberata

Domenica 6 settembre 2026 Andrea Kimi Antonelli ha vinto il Gran Premio d'Italia sul circuito di Monza, partendo dalla diciannovesima posizione in griglia dopo una gara rocambolesca. Ritengo sia un pilota straordinario e talentuoso, ma ha lavorato tanto per arrivare dov'è.

Un difetto misurato

Le partenze erano il difetto conclamato di Antonelli: a inizio stagione il problema era tanto evidente da avergli fatto perdere diverse posizioni ai semafori in gare che altrimenti avrebbe dominato dal primo giro.

In un'intervista a Daniele Sparisci sul Corriere della Sera, pubblicata alla vigilia del Gran Premio di Miami all'inizio di maggio 2026, il pilota ha quantificato il lavoro fatto durante la pausa di aprile: «Ne avrò fatte 100-150 al simulatore, al punto che mi faceva male l'avambraccio». Nella stessa intervista annunciava che la squadra aveva preparato una modifica alla leva della frizione su suo suggerimento, attesa in pista dal Canada.

Centocinquanta ripetizioni di un gesto di tre secondi, su un difetto misurato, fino al dolore fisico, non sono allenamento generico: sono pratica deliberata applicata a un punto debole isolato dai dati.

A Monza, con due partenze da affrontare invece di una, quel gesto ha fatto la differenza in entrambe.

Il simulatore di casa

Il secondo strumento è domestico e basato sull'AI: dal giugno 2026 Antonelli dispone in casa di un simulatore Formula Pro costruito su misura da Cool Performance, l'azienda britannica fondata da Oliver Norris, fratello di Lando.

Secondo il costruttore, che è parte interessata trattandosi di comunicazione commerciale, la macchina ha richiesto tre mesi di lavoro e oltre 150 ore di costruzione artigianale.

Antonelli ha scelto un sistema di ritorno tattile, giudicato più fedele nel restituire il comportamento di gomme e telaio. Monta una base a trasmissione diretta Leo Bodnar da 26 newton metro, tre schermi curvi a 240 hertz e il volante ufficiale Mercedes, con posizione di guida e pedaliera regolate per replicare la W17.

Serve a memorizzare i circuiti che non conosce, a tenere la memoria muscolare tra un weekend e l'altro, e anche a divertirsi su iRacing con gli amici. Le due cose convivono nella vita di un ragazzo di vent'anni!

La macchina conta

Manca l'ultimo pezzo: la Mercedes W17 è la macchina di riferimento del 2026, e nove delle tredici gare disputate sono andate al team di Brackley. Nessuna quantità di ripetizioni al simulatore produce sette vittorie senza un mezzo competitivo.

La rimonta storica e straordinaria di Monza dice quanto conta il pilota, la classifica costruttori dice quanto conta la macchina, e le due cose non si escludono.

Vale la pena osservare che qui la tecnologia non ha sostituito nessuno: lo strumento amplifica la disciplina di chi lo usa, non la sostituisce. Chi non ha niente da ripetere non ottiene niente da ripetere meglio.

«Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, è perché non osiamo che sono difficili» (Lucio Anneo Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 104, 26).