DMJ Lab

AI · giugno 2026

Un'istruzione non è un guardrail: governare davvero gli agenti AI

Dare un'istruzione a un'AI non garantisce che venga seguita.

Anthropic lo afferma esplicitamente nella guida tecnica pubblicata il 18 giugno su Claude Code: in sessioni lunghe, sotto pressione o in presenza di prompt injection nei file letti durante il lavoro, il modello può disattendere anche le regole scritte nero su bianco.

Hai già una strategia per gestire questo rischio nei tuoi processi?

Claude Code mette a disposizione sette metodi per istruire l'agente: il file CLAUDE.md, le regole, le skill, i subagenti, gli hook, gli stili di output e l'aggiunta al system prompt. Ognuno ha un costo di contesto diverso, un comportamento diverso durante la compattazione della sessione e un diverso livello di autorità. Scegliere il metodo sbagliato significa sprecare token o, peggio, avere un agente che si comporta in modo imprevedibile.

La distinzione centrale, secondo Anthropic, è tra istruzione e guardrail deterministico. Un'istruzione al modello viene seguita quasi sempre, non sempre. Un vincolo assoluto richiede un hook: un comando eseguito dal codice indipendentemente dal ragionamento del modello, capace di bloccare qualsiasi chiamata non autorizzata. È la differenza tra una policy sull'AI e un guardrail reale.

I subagenti operano secondo una logica diversa: girano in una finestra di contesto separata e restituiscono alla sessione principale solo il risultato finale. Anthropic indica che questo schema consente di orchestrare decine di agenti in parallelo senza saturare il contesto e senza perdere fedeltà alle istruzioni originali.

I miei consigli

Prima di inserire qualcosa nel file principale di istruzioni, chiediti se deve valere in ogni sessione e in ogni contesto oppure solo su file specifici: in quel caso, una regola con ambito ristretto consuma token solo quando serve.

Prima di scrivere «non fare mai X», convertilo in un guardrail deterministico, perché un'istruzione al modello non ha la stessa certezza di esecuzione di una riga di codice.

Se stai costruendo flussi di lavoro con agenti AI nel tuo team, mappa i sette metodi disponibili e assegna a ciascuna istruzione il meccanismo giusto: il comportamento dell'agente e il costo computazionale dipendono da questa scelta, non dalla lunghezza del prompt.

Claude Code è già uno strumento di ingegneria organizzativa, non solo di sviluppo software. Chi ignora la sua architettura di controllo lascia variabile ciò che potrebbe essere deterministico.

«Non basta sapere; bisogna anche applicare. Non basta volere; bisogna anche agire» (Johann Wolfgang von Goethe, Massime e riflessioni, 1833).