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Sicurezza · novembre 2026

Surgelati a 50 gradi: la catena del freddo attaccata da remoto

Torno su un argomento importante, perché nella notte tra il 1° e il 2 novembre qualcuno ha alzato da remoto la temperatura dei banchi surgelati in almeno quattro supermercati Coop di Catania e Palermo, gestiti dal gruppo Radenza.

La merce alterata è finita tra i rifiuti.

È l'ultima tappa di un'ondata partita in Francia l'11 ottobre, di cui ho già scritto, con centinaia di punti vendita colpiti. In queste settimane sono stati coinvolti anche Belgio, Svezia, Irlanda, Lussemburgo, Estonia, Paesi Bassi e Portogallo.

I congelatori sono arrivati a 50 gradi.

Nessuno ha chiesto un riscatto, e stavolta l'assenza di una richiesta di denaro è la notizia peggiore.

Nella vostra azienda sapete chi può cambiare, da un altro Paese, la temperatura delle vostre celle frigorifere?

I fatti

Secondo Tgcom24 la polizia postale ritiene gli episodi collegati e valuta anche la pista di gruppi filorussi.

Il commissario europeo Christophe Hansen ha parlato di un attacco deliberato alla filiera alimentare, pur escludendo rischi immediati per l'approvvigionamento.

L'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha segnalato anche un'azienda toscana di ristorazione collettiva e un produttore emiliano di surgelati: è esposta l'intera catena del freddo.

In Francia erano coinvolte soprattutto centraline Danfoss AK-SM 800 e AK-SC 355, fuori produzione rispettivamente dal 2021 e dal 2016 e prive di aggiornamenti di sicurezza, come ha precisato la stessa azienda.

Il 21 ottobre il direttore dell'agenzia francese per la sicurezza informatica, Vincent Strubel, ha spiegato al Senato che non sono serviti difetti noti del software.

Sono bastati pannelli raggiungibili da internet, accessi remoti poco protetti e password deboli.

La mia lettura

La mia lettura è che la falla stia nell'organizzazione più che nella tecnologia, perché il controllo del freddo è affidato a una filiera di fornitori in cui nessuno ne risponde fino in fondo.

Il frigorista vende l'impianto, il manutentore lo segue a distanza, e il titolare spesso ignora che il pannello sia visibile dalla rete.

Intanto quel banco lavora per anni dopo che il produttore ha smesso di aggiornarne il software.

Il rischio riguarda chiunque conservi prodotti freschi, freschissimi o surgelati, dalla grande catena alla macelleria, perché un solo comando può svuotare un magazzino in una notte.

I miei consigli

I miei consigli sono di censire centraline e modem collegati agli impianti, staccando da internet ciò che non deve esservi, e di consentire l'accesso a distanza solo da una rete privata, con un codice di conferma oltre alla password, che va rinforzata e fatta cambiare ciclicamente.

Conviene poi riscrivere i contratti di manutenzione, stabilendo chi entra e con quali credenziali, mettere a bilancio la sostituzione degli apparati obsoleti e installare un allarme di temperatura indipendente, con una persona reperibile anche di notte.

«La sicurezza è un processo, non un prodotto.» (Bruce Schneier, The Process of Security, aprile 2000).