Casi aziendali · luglio 2026
Ford richiama i veterani: la conoscenza tacita è il collo di bottiglia dell'AI
Ford Motor Company ha riassunto circa 350 ingegneri veterani in tre anni e li ha pagati a caro prezzo per capire che l'esperienza non si carica come un file in un sistema AI.
La notizia vera di questa storia sta nel finale, che molti titoli letti in Europa tagliano: dopo aver riportato in azienda quei tecnici, Ford ha conquistato il primo posto tra i marchi mainstream nella J.D. Power Initial Quality Study 2026, il miglior risultato in sedici anni.
Chi scrive che «l'AI ha fatto cilecca» racconta metà della storia. L'altra metà è che il modello ibrido ha funzionato. Cosa insegna questo caso a chi sta automatizzando i propri processi?
Vale la pena ripercorrere i fatti in ordine. Charles Poon, vicepresidente hardware, lo ha candidamente ammesso ai giornalisti: «pensavamo che bastasse introdurre l'AI e darle in pasto i requisiti di progettazione per ottenere un prodotto di alta qualità». Quella convinzione si è rivelata sbagliata.
Il problema non era la tecnologia, ma la mancanza di repository: i tecnici più esperti avevano lasciato Ford prima di trasferire il loro sapere ai sistemi. Le 900 telecamere basate su AI lavoravano su fondamenta incomplete, e l'automazione amplificava gli errori invece di correggerli.
Kumar Galhotra, chief operating officer, ha spiegato il cambio di rotta: dall'approccio reattivo «trova e ripara» a un modello che previene i difetti prima della linea di montaggio. I veterani oggi riscrivono i dati di addestramento e formano i più giovani. Fanno fare di più all'AI, non di meno.
Serve onestà sul contesto: Ford resta il marchio più richiamato negli Stati Uniti, con 51 campagne nel 2026, che Galhotra definisce un indicatore di coda legato ad auto costruite con il vecchio metodo.
A questo punto arriva la nota stonata: nel luglio 2025, ad Aspen, il CEO Jim Farley aveva dichiarato che «l'intelligenza artificiale sostituirà letteralmente metà dei lavoratori impiegatizi negli Stati Uniti». E Poon stesso lascia intendere che, una volta travasato il sapere, quei veterani potrebbero tornare sostituibili.
Non è la rivincita degli umani sulle macchine, ma qualcosa di più interessante. Il valore si è spostato: la conoscenza tacita, quella che si costruisce in anni di errori e non sta nei manuali, è diventata il collo di bottiglia. Chi la possiede ha leva, almeno finché non l'ha ceduta. La famosa storia del professionista pagato per dare una martellata in un certo modo e in un certo punto…
I miei consigli
Mappate la conoscenza tacita dei vostri esperti prima di automatizzare, non dopo averli lasciati andare, e siate chiari in ciò che fate.
Trattate i profili senior come fonti di dati di addestramento e non come la prima voce di costo da tagliare.
Misurate l'automazione su un risultato di qualità verificabile, come ha fatto Ford con J.D. Power, e non sul numero di teste rimosse.
«L'esperienza è il nome che ciascuno dà ai propri errori» (Oscar Wilde, Il ventaglio di Lady Windermere).