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Formazione · settembre 2026

Si torna a scuola, anche con Gemini: oltre il chatbot

Primo di settembre: tra poco si torna a scuola, e anche Gemini e Google tornano a scuola con strumenti rinnovati e da scoprire.

Se siete studenti universitari o docenti, questo è uno di quei momenti in cui vale la pena dedicare mezz'ora a capire cosa è cambiato nell'ecosistema Google.

Da formatore Google e da persona che lavora quotidianamente sull'intelligenza artificiale applicata alla didattica, il mio consiglio è semplice: non fermatevi a Gemini come chatbot. È probabilmente il modo meno interessante di utilizzarlo.

Per gli studenti

Per gli studenti universitari idonei, Google mette nuovamente a disposizione un anno di abbonamento Google AI Plus senza costi. È un'occasione interessante soprattutto per sperimentare Gemini Live, Deep Research e gli strumenti dedicati allo studio.

La parte che considero più promettente riguarda proprio l'apprendimento: grazie alle nuove funzioni dedicate allo studio, Gemini può aiutare a costruire percorsi personalizzati, generare quiz sulle proprie lacune e approfondire argomenti complessi.

La Ricerca Google, attraverso AI Mode, integra inoltre esperienze sempre più interattive, mentre Lens può accompagnare nella risoluzione e comprensione passo dopo passo di problemi e contenuti.

E per i docenti?

Qui suggerisco di guardare con particolare attenzione all'evoluzione dell'integrazione tra Gemini e Google Classroom.

La direzione è quella di utilizzare l'AI non soltanto per «creare una lezione», operazione ormai piuttosto banale, ma per progettare attività differenziate, adattare materiali, costruire percorsi e seguire più efficacemente l'apprendimento degli studenti.

Usare l'AI per produrre più velocemente non significa ancora usarla bene per insegnare o imparare meglio.

Il mio consiglio

In vista del rientro, il mio consiglio a studenti e docenti è di sperimentare questi strumenti partendo da un'attività reale: una ricerca, una lezione, un argomento difficile, una verifica da preparare. Non limitatevi alla classica domanda «cosa può fare Gemini?».

L'AI si comprende molto meglio quando smette di essere l'oggetto della lezione e diventa uno degli strumenti con cui lavorare.