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Lavoro · ottobre 2026

Essere o non essere sostituiti dall'IA: la terza risposta, la più costosa

Essere o non essere sostituiti dall'intelligenza artificiale?

Dopo due anni di annunci, molte aziende hanno scoperto che la risposta giusta era una terza, la più costosa da imparare.

In un sondaggio di Robert Half su circa duemila responsabili HR negli Stati Uniti, il 32% dichiara che la propria azienda ha eliminato un ruolo a causa dell'IA per poi riaprirlo. Nella finanza la quota sale al 44%, nelle Risorse Umane al 35%.

Tra i dirigenti che hanno tagliato personale per l'IA, il 55% ammette di aver sbagliato, secondo una ricerca internazionale di Orgvue.

Nella vostra azienda chi decide quali compiti affidare alla macchina conosce davvero quei compiti?

I casi

Meta aveva studiato scenari di riduzione fino al 60 per cento in alcuni gruppi di lavoro. A maggio si è fermata al 10 per cento dell'organico e ha annullato la seconda ondata, anche perché gli strumenti non davano i guadagni attesi, come ha ricostruito Reuters.

Ford Motor Company ha inserito in tre anni circa 350 ingegneri e tecnici esperti, alcuni dei quali ex dipendenti, perché i sistemi automatici di controllo qualità non vedevano i difetti che loro riconoscevano. Il vicepresidente Charles Poon ha ammesso che l'azienda aveva trascurato l'esperienza di chi se n'era andato prima di poterla trasmettere.

Klarna, che nel 2024 attribuiva al suo assistente automatico il lavoro di 700 operatori, è tornata a cercare persone per l'assistenza clienti, perché la qualità del servizio era calata.

IBM offre il caso più istruttivo di questo post: il suo assistente per le risorse umane risolve il 94 per cento delle richieste, mentre il resto richiede giudizio umano; per questo l'azienda triplicherà nel 2026 le assunzioni di giovani negli Stati Uniti, con mansioni riscritte attorno a ciò che la macchina non sa fare.

L'errore ricorrente ha una radice comune, perché si è confuso il «compito» con il «mestiere».

L'AI svolge bene la parte ripetibile di un lavoro, mentre il valore risiede spesso nella parte residua, fatta di esperienza, eccezioni e responsabilità.

Qui si apre l'opportunità, e IKEA ne ha già dato prova: dal 2021 il gruppo Ingka ha riqualificato 8.500 operatori dei centri di contatto come consulenti d'arredo a distanza, mentre un assistente automatico gestiva quasi metà delle richieste. Nel 2022 quel servizio valeva 1,3 miliardi di euro di ricavi.

I miei consigli

I miei consigli sono di scomporre ogni ruolo nelle sue attività prima di toccare l'organico, di documentare l'esperienza dei più anziani prima che esca dalla porta, e di non chiudere l'ingresso ai giovani, perché senza di loro fra cinque anni mancheranno i responsabili.

Conviene infine misurare i risultati prima di annunciarli agli investitori: secondo CNBC, a metà maggio 13 delle 23 grandi società quotate che avevano legato i tagli all'IA valevano meno che al momento dell'annuncio.

«La vera questione non è se le macchine pensino, ma se pensino gli uomini.» (B. F. Skinner, Contingencies of Reinforcement, 1969).