Formazione · settembre 2026
Il MIT ammette che i compiti a casa non misurano più l'apprendimento
Il 13 agosto 2026 il comitato ad hoc del Massachusetts Institute of Technology su AI, didattica e ricerca ha consegnato le sue raccomandazioni ufficiali all'Istituto, dopo cinque mesi di ascolto della comunità accademica.
La conclusione più dura riguarda la valutazione: problem set, temi a casa ed esami fuori aula non misurano più l'apprendimento, perché l'AI li risolve già oggi in modo credibile su quasi ogni materia.
Il MIT, culla storica dell'intelligenza artificiale, ammette così che l'intelligenza artificiale ha reso obsoleto il proprio metodo di verifica.
Quanti dei corsi o dei percorsi formativi che seguite, o che progettate voi stessi, hanno davvero ripensato la valutazione dopo l'arrivo dei modelli generativi?
I numeri della comunità
Il sondaggio interno condotto dal comitato in primavera, su 1.632 rispondenti, registra il 44% di utilizzo frequente di ChatGPT. Solo il 25% degli studenti ritiene che il MIT li stia preparando davvero a un uso professionale dell'AI, contro il 70% che la considera già decisiva per la carriera.
Nel sondaggio Quality of Life, su oltre 8.200 rispondenti, appena il 23% si dichiara ottimista sull'intelligenza artificiale. Il 40% la sente rendere più capaci, il 27% la sente rendere sostituibili: la comunità è palesemente divisa.
Aumentare, non automatizzare
Le raccomandazioni non vietano l'AI, la vincolano a un principio dichiarato: aumentare, non automatizzare.
Ogni corso dovrà avere una policy scritta e motivata sull'uso dell'AI, perché senza una ragione esplicita la regola resta arbitraria agli occhi di chi studia.
La valutazione si sposterà verso esami orali, portfoli e progetti seguiti passo dopo passo, perché sono le forme che l'AI non può completare al posto di chi impara. Per il momento.
Ogni scuola avrà inoltre un referente AI dedicato alla riprogettazione della didattica, perché senza un presidio locale la policy resta lettera morta nei singoli corsi.
La mia lettura: il MIT non sta discutendo se usare l'AI, la usa già la maggioranza della comunità in qualche forma. Sta discutendo chi resta responsabile del giudizio quando la macchina propone la risposta pronta.
È la stessa domanda che pongo quando progetto un percorso formativo, perché l'AI toglie il compito ripetitivo, non necessariamente l'occasione di imparare a farlo: le due cose sembrano vicine, ma non coincidono.
I miei consigli
Trattate ogni corso o percorso formativo come il MIT tratta ogni sillabo, dichiarando per iscritto dove l'AI aiuta, dove sostituisce e dove resta vietata.
Misurate l'apprendimento con prove che la macchina non può sostenere al posto di chi impara.
«L'educazione non è preparazione alla vita, l'educazione è la vita stessa» (John Dewey, Il mio credo pedagogico, 1897).