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Governance · settembre 2026

Il panettiere bavarese e l'articolo 50 dell'AI Act: quanto costa la trasparenza

A Pfaffenhofen an der Ilm (alzi la mano chi lo conosce), in Baviera, il panificio Breitner ha speso circa 15.000 euro per nove bilance, programmi e formazione nei suoi sei punti vendita, così da continuare a vendere mezze pagnotte.

Per decenni la metà si tagliava con teutonico occhio e costava 2,40 euro, cioè esattamente metà del prezzo dell'intera pagnotta. Oggi ogni metà passa sulla bilancia e costa 2,45 oppure 2,30 euro.

Nella versione di Bild, ripresa da Sky TG24, tutto parte da un cliente che a casa ha trovato dieci grammi in meno (meno di mezza fetta, ha osservato il fornaio). L'ente metrico bavarese parla invece di un controllo di routine.

Nella vostra organizzazione qualcuno sa già quali testi prodotti con l'intelligenza artificiale escono senza una revisione umana nel merito?

La regola non è nuova. Stefan Thums, direttore dell'Ufficio bavarese pesi e misure, l'ha riassunta alla BR così: chi vende a peso deve prima pesare.

Breitner ha ammesso di non conoscerla. Una parte della spesa, peraltro, nasce da una sua scelta, perché l'ente precisa di non aver chiesto il collegamento delle bilance alle casse.

Dal pane ai contenuti generati

Dal 2 agosto 2026 un obbligo di trasparenza analogo riguarda i contenuti generati. L'articolo 50 dell'AI Act impone che chi conversa con un sistema automatico ne sia informato.

Chi pubblica testi generati per informare su temi di interesse pubblico deve inoltre dichiararli, a meno che persone competenti li abbiano rivisti nel merito e qualcuno ne risponda editorialmente. La sola correzione ortografica, chiarisce la Commissione europea, non basta.

Per i sistemi generativi già in commercio, la marcatura leggibile dalle macchine scatta il 2 dicembre, dopo la proroga di quattro mesi decisa con l'Omnibus digitale. Le sanzioni arrivano a 15 milioni di euro o al 3 per cento del fatturato mondiale.

Da qui in avanti la lettura è mia. Il costo della trasparenza raramente coincide con quello dell'obbligo, perché a pesare di più sono l'ignoranza della norma e i sistemi costruiti oltre il richiesto.

A Pfaffenhofen un'altra bottega ha venduto per un periodo solo pagnotte intere, prima di comprare anch'essa le bilance. Il rischio, per le imprese, è rinunciare all'intelligenza artificiale nella comunicazione pubblica per timore di una norma mai letta.

I miei consigli

Partite da una mappa dei testi, delle immagini e delle conversazioni generate che escono verso clienti e cittadini.

Accanto a ciascuna voce va scritto chi la rivede, con quale competenza e con quale firma, perché la revisione documentata è l'esenzione che la norma stessa prevede.

Solo dopo conviene valutare gli strumenti di etichettatura, chiedendo ai fornitori se aderiscono al codice di buone pratiche che Commissione e AI Board hanno giudicato adeguato.

«Si dice che la luce del sole sia il migliore dei disinfettanti; la luce elettrica, il più efficiente dei poliziotti» (Louis D. Brandeis, «What Publicity Can Do», Harper's Weekly, 20 dicembre 1913).