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Innovazione · 14 luglio 2026

Scrivi a penna, risponde la carta: il tablet e-ink che imita la tua calligrafia

Non è un oggetto uscito da «Harry Potter e la Camera dei Segreti», ma un tablet e-ink del 2026.

Scrivi una frase a penna, l'inchiostro svanisce nella pagina e pochi secondi dopo la carta ti risponde con una calligrafia animata.

Lo sviluppatore canadese Maxime Rivest ha ricreato l'equivalente del diario di Tom Riddle su un reMarkable Paper Pro.

Il progetto si chiama riddle, è open source con licenza MIT e ha raccolto circa 450 stelle su GitHub in pochi giorni. La demo è circolata il 4 luglio; la prima release è del 5 luglio 2026.

Quanto siamo disposti a confidarci con un oggetto che pensa, ma di cui non vediamo dove tiene il cervello?

Il funzionamento lo descrive la pagina GitHub del progetto. Quando smetti di scrivere, dopo circa 2,8 secondi il sistema fotografa la pagina, la converte in PNG e la invia a un modello linguistico con capacità visive.

La risposta arriva in streaming, frase dopo frase, resa in tratti di penna animati. Il primo segno compare dopo circa un secondo, riporta Android Authority.

Il titolo che circola merita un chiarimento. Nella demo la voce del diario è Claude Fable 5 di Anthropic. Il software, però, resta agnostico rispetto al modello: gira con qualsiasi LLM visivo tramite endpoint compatibili con le API OpenAI.

La magia non è il modello, ma la pipeline. E l'incanto ha un prezzo tecnico: riddle funziona solo su reMarkable Paper Pro in modalità sviluppatore, si esegue come root, spegne l'interfaccia del produttore e pilota direttamente il motore e-ink.

È stato testato solo sulle versioni 3.26 e 3.27 del sistema operativo. reMarkable non c'entra nulla: resta un progetto personale che si installa a proprio rischio.

Sul fronte dei dati la scelta è controcorrente. Le memorie restano sul dispositivo, conservano le ultime 400 pagine e non prevedono telemetria. L'immagine della pagina viene cancellata dopo la lettura e la funzione si può disattivare.

Il senso va cercato oltre il gioco: questo è uno dei primi esempi convincenti di AI visiva che lascia il browser per abitare un hardware lento e sobrio. Non ci sono tastiera, notifiche o bagliori, e la scrittura a mano torna interfaccia.

Rivest ha già mostrato una «Mappa del Malandrino» interattiva e promette altri capitoli.

I miei consigli

Guardate al metodo, non al costume di Halloween. Il paradigma che conta sta nell'interazione cauta: catturare un gesto naturale, ragionarci con un modello, restituire una risposta senza rubare attenzione.

Se progettate esperienze o formate persone, immaginate flussi senza chat né schermo acceso, e chiedetevi quale gesto potreste rendere conversazionale.

Tenete ferma la questione della fiducia: un oggetto che risponde con la vostra stessa grafia abbassa le difese; progettatelo pensando prima a chi lo userà, poi a ciò che sa fare.

«Mai fidarsi di qualcosa che è capace di pensare da solo, se non riesci a vedere dove tiene il cervello» (Arthur Weasley, in «Harry Potter e la Camera dei Segreti»).