Strategia · aprile 2026
Unilever e l'arte del sacrificio: scegliere cosa lasciar andare
Fernando Fernández non ha fretta, eppure ha già venduto perfino la maionese — con uno scopo preciso.
L'argentino guida Unilever dal marzo 2025. Il 31 marzo 2026 ha annunciato la fusione del business alimentare del gruppo con McCormick & Company, il produttore di spezie. L'operazione valuta la divisione food di Unilever circa 44,8 miliardi di dollari e McCormick circa 21 miliardi (fonti: Reuters, CNBC). Nasce un colosso da circa 20 miliardi di fatturato annuo, secondo i comunicati stampa delle due società.
Quanto vale, oggi, la disciplina di rinunciare?
La struttura dell'accorpamento è un Reverse Morris Trust: Unilever incassa 15,7 miliardi in contanti e i suoi azionisti ottengono il 55,1% della società combinata, mentre il gruppo trattiene il 9,9% (fonte: CNBC). L'India resta fuori dall'accordo, la cui chiusura è prevista a metà 2027.
Prima erano arrivati i gelati: a dicembre 2025 Unilever aveva scorporato Magnum e Ben & Jerry's nella Magnum Ice Cream Company. «La strategia è l'arte del sacrificio», ha dichiarato Fernández al WSJ Leadership Institute. È una sua affermazione, da leggere come visione e non come dato verificato.
Nel taglio si legge una logica economica precisa: il food garantisce margini alti, eppure la sua crescita resta indietro rispetto a beauty e personal care, le divisioni su cui Unilever punta a una crescita annua del 4-6% (fonte: Reuters). In ogni riunione Fernández ripete un solo mantra, la crescita dei volumi, e nel terzo trimestre 2025 quel volume è salito dell'1,7% (fonti: Unilever, Storyboard18).
La pressione, però, viene da lontano: l'attivista Nelson Peltz, che predica la focalizzazione, è azionista dal 2022 ed è stato collegato all'uscita di due amministratori delegati precedenti; Fernández è il terzo in sei anni.
Il mercato non ha applaudito: nei giorni dell'annuncio il titolo Unilever ha perso oltre il 7% e McCormick circa il 9% (fonte: FoodNavigator). Sul giudizio pesa il cattivo storico delle mega-fusioni alimentari più della struttura dell'accordo.
Resta l'altra metà della scommessa: Fernández lavora con 300.000 creatori di contenuti e si prepara a un mondo in cui i modelli linguistici rimodelleranno la scoperta dei prodotti (fonti: Marketing Week, Storyboard18). Per questo investe in ricerca, così da conquistare la preferenza degli algoritmi.
I miei consigli
Questa cessione andrebbe letta come un esercizio di messa a fuoco e non come una ritirata, perché ogni portafoglio, anche professionale, cresce quando si decide cosa lasciar andare.
Conviene domandarsi quali attività tratteniamo per affetto e non per rendimento, e accettare che la rilevanza si misuri nei volumi di scelte altrui più che nel numero di cose che sappiamo fare.
Preparate infine i vostri contenuti alla mediazione dell'intelligenza artificiale, poiché la prossima vetrina sarà algoritmica.
«L'essenza della strategia è scegliere cosa non fare» (Michael Porter).