Sicurezza · ottobre 2026
Banchi frigo sotto attacco: il sabotaggio dei supermercati francesi
Nella notte tra l'11 e il 12 ottobre qualcuno ha attivato a distanza lo sbrinamento forzato dei banchi frigo in centinaia di supermercati francesi. Le celle frigo sono arrivate a temperature fino a 50 gradi con il comando che di solito serve a sbrinare i banchi.
Secondo i media francesi sono stati colpiti almeno 300 punti vendita Intermarché e Netto, quasi 100 Coopérative U e almeno un centinaio di negozi di altre catene. La procura di Parigi ha confermato l'attacco, e la prima stima dei danni parla di decine di milioni di euro.
Nel mirino ci sarebbero i sistemi di controllo della refrigerazione del gruppo danese Danfoss, soprattutto quelli più datati e meno aggiornati.
Nella vostra azienda qualcuno saprebbe dire quanti apparecchi in apparenza semplici sono collegati alla rete e chi può comandarli da fuori?
Dal furto di dati al danno fisico
La notizia merita attenzione perché sposta il bersaglio dei sabotatori: finora gli attacchi alla grande distribuzione francese avevano colpito i dati, come il furto delle informazioni di 287.605 clienti della spesa online di Intermarché, comunicato ad agosto.
Questa volta il danno è fisico, perché si misura in tonnellate di merce da buttare e in piccoli incendi causati dal sovraccarico degli impianti.
Il rischio, però, era stato documentato nei mesi scorsi dai ricercatori di Claroty, che avevano reso pubbliche tre vulnerabilità del Danfoss AK-SM 800A, la centralina che coordina la refrigerazione di un intero negozio, già corrette dal produttore con un aggiornamento.
La stessa ricerca mostrava che un impianto manomesso può continuare a segnalare temperature normali mentre la merce si guasta. Nessuno sa ancora se gli aggressori abbiano sfruttato proprio quei difetti.
Qui si trova l'ultimo miglio della transizione dal 3.0 al 4.0. Macchine nate per l'automazione, quando parlavano soltanto con il tecnico in negozio, sono state collegate alla rete per il controllo a distanza e il risparmio energetico, senza che nessuno le considerasse sistemi informatici da difendere.
In Italia il tema è concreto, perché il piano Industria 4.0 ha reso l'interconnessione dei macchinari un requisito per gli incentivi fiscali, mentre la loro protezione è rimasta una scelta. Frigoriferi, caldaie, forni e cancelli automatici sono diversi dai server, non meno esposti.
I miei consigli
I miei consigli sono semplici e costano poco. Chi gestisce un negozio, un magazzino o una cucina professionale dovrebbe chiedere al manutentore l'elenco degli impianti raggiungibili da remoto, con le credenziali di accesso e i nomi di chi le conosce.
Conviene poi pretendere l'aggiornamento del software interno delle centraline e tenerle su una rete separata da quella delle casse e del Wi-Fi dei clienti.
Infine serve un allarme di temperatura indipendente, che non passi dallo stesso sistema, perché la cybersicurezza di un impianto manomesso non si verifica dall'interrogazione.
«La sicurezza è un processo, non un prodotto» (Bruce Schneier, The Process of Security, 2000).