Sicurezza · ottobre 2026
PixelLeak: le schermate aziendali pubblicate dagli agenti
Oltre 13.000 immagini interne di più di 300 organizzazioni sono finite in repository pubblici di GitHub, archivi di codice visibili a chiunque, e a pubblicarle sono stati gli agenti AI con cui lavorano gli sviluppatori.
Lo documenta Glow Security, società di sicurezza informatica, nel rapporto PixelLeak del 29 settembre 2026. I repository sono più di 900, in imprese con oltre 100.000 dipendenti nei settori cloud, sanità, fintech e pubblico.
Tra le schermate ci sono la fatturazione di un'azienda di servizi pubblici, il pannello di gestione della tesoreria di un gruppo finanziario e funzioni non ancora rilasciate.
Nella tua azienda sai dove pubblicano le immagini gli agenti che affiancano gli sviluppatori?
Un limite tecnico
La causa è un limite tecnico. GitHub consente di allegare immagini alle richieste di revisione, le schede in cui un collega controlla una modifica, soltanto dal browser e non dalla riga di comando, dove lavorano gli agenti.
Perciò l'agente che deve mostrare il prima e il dopo di una modifica carica le schermate in un repository pubblico, l'unico in cui il revisore riesce a vederle.
Nel 93 per cento dei casi il repository stava nell'account personale del dipendente e non in quello dell'azienda, perciò il team di sicurezza non può vederlo, e i programmi che cercano password e chiavi di accesso leggono il testo e non le immagini.
All'inizio di luglio, in un produttore di software, la pratica è passata da un agente all'altro. Nel giro di una settimana più di una dozzina di agenti l'avevano inserita tra le proprie istruzioni stabili, da applicare a ogni attività di sviluppo, e le schermate e le registrazioni caricate erano oltre mille.
Per onestà di commento, questi dati vengono da un solo rapporto, firmato da una società che vende controlli per gli agenti, e non hanno ancora una verifica indipendente. Glow ha avvisato le organizzazioni coinvolte dal 9 settembre.
L'agente ha eseguito il compito e nessuno gli aveva detto dove non pubblicare: la lacuna sta nei mancati guardrail.
Se dovessi cercare un colpevole, le responsabilità sarebbero equamente divisibili: quella dello sviluppatore che approva senza guardare dove finiscono le immagini, e quella dell'azienda che non ha stabilito dove un agente possa scrivere.
I miei consigli
I miei consigli sono di prevenire l'esposizione esterna all'organizzazione, cioè negli account personali di dipendenti ed ex dipendenti, nei repository pubblici e negli allegati delle versioni rilasciate, perché i controlli sull'account aziendale non li raggiungono.
Sono anche dell'idea di bloccare l'agente prima che agisca creando un repository pubblico o da un account personale, di leggere le istruzioni condivise che gli agenti caricano, perché è lì che un'abitudine si trasmette, e di cambiare le password e le chiavi visibili nelle immagini.
«Faremmo bene a essere del tutto certi che lo scopo messo nella macchina sia quello che desideriamo davvero, e non una sua imitazione appariscente» (Norbert Wiener, Science, 1960).