AI · ottobre 2026
Griffin e un test di Turing in cui l'esaminatore non sa di esserlo
Il 1° ottobre Tavus ha presentato Griffin, un modello che conversa in videochiamata generando in tempo reale volto, voce e reazioni e che secondo l'azienda avrebbe brillantemente superato il test di Turing.
I dati riportati da Tavus ci dicono che dopo una chiamata di un minuto il 48 per cento dei 54 partecipanti ha creduto di parlare con una persona. Il sistema precedente della stessa Tavus si fermava al 2,4 per cento.
Per ora Griffin-Lite è un'anteprima di ricerca riservata a pochi collaudatori, e l'azienda stessa cita i rischi di inganno come motivo del rilascio graduale.
Quanto vale, però, un test di Turing in cui l'esaminatore non sa di essere un esaminatore?
Il gioco rovesciato
Il dubbio nasce dal metodo dichiarato da Tavus: ai partecipanti è stato detto che avrebbero incontrato un altro partecipante, e solo alla fine del questionario è stato chiesto se avessero mai dubitato della sua natura.
Nel saggio pubblicato su Mind nel 1950, Alan Turing immaginava un gioco opposto, perché l'interrogante sa che uno dei due interlocutori è una macchina e il suo compito è scoprirlo.
Turing teneva l'interrogante in una stanza separata e voleva risposte dattiloscritte, affinché il tono della voce non lo aiutasse. Scriveva di non voler penalizzare la macchina per la sua incapacità di brillare nei concorsi di bellezza.
Griffin reintroduce proprio il volto e la voce che Turing aveva escluso, e per questo misura la credibilità di una presenza più che la capacità di pensiero.
Anche i tempi sono diversi, perché Turing parlava di cinque minuti di domande e lo studio di Tavus di un minuto di conversazione. Il campione è piccolo e lo studio è condotto dall'azienda, senza revisione esterna.
Sul piano del testo, del resto, la soglia era già stata superata. Nel 2025 Cameron Jones e Benjamin Bergen dell'Università della California a San Diego hanno riportato che GPT-4.5 veniva scambiato per umano nel 73 per cento dei casi, in un test a tre fedele allo schema originale.
Il progresso tecnico resta notevole, e le stesse proprietà che rendono Griffin un'interfaccia naturale, ammette Tavus, possono indurre una persona a credere di non parlare con una macchina.
I miei consigli
I miei consigli sono di concordare con colleghi e familiari una parola di verifica per le richieste urgenti ricevute in videochiamata, e di dichiarare sempre ai clienti quando l'interlocutore è artificiale. L'AI Act lo impone già con l'articolo 50.
«Possiamo vedere solo a breve distanza davanti a noi, ma possiamo vedere che lì c'è molto da fare» (Alan Turing, Computing Machinery and Intelligence, 1950).