Formazione · ottobre 2026
Matteo e Giulia: spostare il punto in cui si pensa da soli
Sono le 18 e Matteo, quarta di un istituto tecnico, deve consegnare l'indomani mattina un tema sulla libertà di stampa. L'IA glielo scrive in quaranta secondi e gli permette di uscire... La mattina dopo, in classe, sullo stesso argomento non riesce a mettere insieme un discorso.
In un'azienda di imballaggi Giulia è stata assunta da tre mesi. Manda al cliente un'offerta scritta benissimo, con un errore sui tempi di consegna che nessuno aveva chiesto alla macchina di controllare.
Ho affrontato questo tipo di problematiche con il design thinking, un metodo di progettazione che osserva le persone prima di scrivere le regole. È la strada che il MIT indica ai suoi docenti nel rapporto pubblicato ad agosto: decidere che cosa si deve ottenere a fine insegnamento e, solo dopo, che posto dare all'IA nel flusso formativo.
Matteo
La docente di Matteo parla con cinque studenti e la risposta è franca: l'IA serve a finire prima e a lavorare meno. Finché si valuta il testo consegnato, la scorciatoia conviene, perciò la docente decide di cambiare ciò che si valuta.
Per un mese il tema a casa sparisce. Ogni studente riceve un tema scritto dall'IA e deve smontarlo a mano, sulla carta, segnando gli argomenti deboli, le affermazioni senza fonte, le frasi che suonano bene e non dicono nulla.
In classe ognuno scrive il proprio tema partendo da quelle annotazioni, e le argomenta a voce per cinque minuti, come il MIT suggerisce con gli esami orali e il confronto in aula. Il voto va alle annotazioni e alla difesa, e il lavoro della macchina non vale più niente.
Epilogo: il terzo lunedì Matteo spiega ai compagni perché il paragrafo più elegante del testo non dimostra nulla. È la prima volta, in quattro anni, che difende un'idea sua.
Giulia
Il responsabile di Giulia passa una giornata accanto a lei e capisce che corregge poco perché non sa ancora che cosa cercare. La bozza della macchina le sembra giusta perché è scritta bene.
Da allora ogni offerta esce con tre righe di Giulia su che cosa ha cambiato rispetto alla bozza e perché, discusse il venerdì per un quarto d'ora con il collega che segue quel cliente da dieci anni. Il MIT lo scrive dei ricercatori alle prime armi: chi impara produce un'inefficienza da mettere in conto.
La terza settimana Giulia ferma un'offerta prima dell'invio. I tempi di consegna della bozza erano quelli di un altro cliente.
In entrambi i casi l'IA è rimasta sul tavolo. Si è spostato il punto in cui Matteo e Giulia devono pensare da soli, ed è su quel punto che si concentra il tempo di chi insegna.
I miei consigli
I miei consigli sono di provare su un solo corso o un solo ufficio, di osservare le persone prima di scrivere le regole e di valutare il ragionamento invece del prodotto, perché finché si premia il risultato la macchina vincerà sempre.
«Progetta chiunque escogiti linee d'azione volte a trasformare situazioni esistenti in situazioni preferibili» (Herbert A. Simon, Le scienze dell'artificiale, 1969).